giovedì 24 ottobre 2013

La pingüinera de Punta Tombo (Argentina)



Sono passati quasi 5 anni da quando sono partita per l’Argentina. Ero poco più che una quindicenne all’epoca e, tra tutti i meravigliosi posti in cui sono stata durante quei quindici giorni, uno in particolare mi ha colpito e mi è rimasto impresso nella mente: la pingüinera di Punta Tombo.


Punta Tombo è una riserva faunistica situata nella regione del Chubut, a circa 2 ore di strada dalla città di Trelew, ed è famosa in tutto il mondo perché ospita la più grande colonia continentale di pinguini di Magellano. Ogni agosto, infatti, più di un milione di pinguini arriva su queste spiagge e ogni famiglia rioccupa il nido che aveva utilizzato l’anno precedente. Qui, la coppia depone le uova e aspetta la nascita dei piccoli. Una volta che anch’essi hanno imparato a nuotare e a procurarsi il cibo da soli, tutti insieme riprendono la via del mare e si spostano verso nord.



All’interno della riserva, un sentiero ben delimitato porta i visitatori fino alla spiaggia. Lungo questa stradina sterrata, i pinguini, ormai abituati alla presenza degli esseri umani, osservano tranquilli i loro ospiti. Naturalmente non si possono toccare, ma non hanno paura degli uomini e camminano pacifici in mezzo a loro (attenzione però, i pinguini hanno il diritto di precedenza: guai a intralciare il loro percorso!). Alla fine del sentiero, si giunge su un promontorio roccioso che dà sulla spiaggia sottostante. Da qui si possono ammirare questi strani animali, che, pur essendo così impacciati e goffi sulla terra, entrano ed escono dall’acqua, si tuffano e nuotano con estrema agilità e grazia. Sono davvero spettacolari!



Abbiamo passato in questa riserva alcune piacevolissime e indimenticabili ore, durante le quali, a causa del sole battente, mi sono perfino ustionata! In ogni caso ne è assolutamente valsa la pena: poter camminare al fianco di questi bellissimi animali e poterli osservare nel loro habitat naturale non è cosa da tutti i giorni e, ancor meno, un’esperienza di cui ci si può dimenticare facilmente.



Una volta terminata la nostra visita alla pingüinera, anziché riprendere la strada principale verso sud, abbiamo deciso di percorrere un sentiero sterrato che portava apparentemente in mezzo al nulla e su cui abbiamo incontrato un branco di cavalli selvaggi che si riposavano sulla carreggiata, incuranti di noi e del nostro pickup. 


Siamo inizialmente sbucati a Cabo Raso, un minuscolo paesino di una decina di abitanti, con giusto due o tre case in piedi e diverse diroccate e abbandonate. Proseguendo, siamo arrivati a Camarones, cittadina che vanta di essere la “capital nacional del salmón”.


Quando ci sono stata: dicembre 2008. 


2 commenti:

  1. Continúa a viajar, son experiencias que no se olvidan..
    Te falta solo conocer Colombia!!!

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