sabato 2 novembre 2013

I miei primi viaggi


Cosa potevate aspettarvi da una che, ad appena due anni, correva per il cortile di casa a bordo di una Ferrari trascinata dal nonno? Che diventasse una vagabonda, ovviamente. Credo di aver iniziato a viaggiare quando ancora me ne stavo tranquilla nella pancia di mia mamma, già da tempo girava il mondo insieme a mio papà. Dopo la mia nascita, le cose si sono ovviamente calmate, ma non appena ho compiuto tre anni ho iniziato a seguirli anch’io, di tanto in tanto. Naturalmente, non ricordo quasi nulla di quelle mie prime esperienze lontana da casa, solo qualche flash isolato, poche immagini dei posti che, per chissà quale motivo, sono rimasti impressi nella mia memoria.



Nel marzo 1997, sono andata in Danimarca, a Copenaghen, dove mio papà doveva recarsi per lavoro. Ricordo bene il monumento della Sirenetta, per il semplice motivo che avevo già visto (e adorato) il cartone animato della Disney; ricordo il freddo e la pioggia e come me ne stessi al riparo nel mio passeggino, ma null’altro.



Nel giugno dello stesso anno siamo poi andati in Sardegna, ospiti di alcuni amici di famiglia. Di quella vacanza ho già più ricordi: vedo ancora abbastanza chiaramente la nave con cui abbiamo attraversato il Tirreno, la spiaggia, il mare e gli splendidi fiori rossi che circondavano l’ingresso di casa.



Non posso dire lo stesso degli altri viaggi che ho fatto quell’estate. Siamo stati in Inghilterra, a Birmingham e Stanford upon Avon, di cui non ho assolutamente memoria, e a Brighton, di cui ricordo il molo, dove mio papà ha vinto per me un peluche a forma di drago, e di aver dormito nella stanza di un bed&breakfast situata sopra la stalla di un cavallo (e di essere stata male tutta la notte, tra l’altro). 



Siamo stati anche in vacanza in Svizzera, ad agosto, in un paesino chiamato Zweisimmen, dove ho passato scendendo da un lungo scivolo rosso alcuni di quelli che, ancor oggi, reputo essere i momenti migliori della mia infanzia.


1 commento:

  1. In effetti siamo state a Parigi, a Marburg (D) e in Svezia mentre tu eri in pancia, ma lo spirito vagabondo è sempre stato di famiglia.

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