sabato 30 novembre 2013

Monthly Summary | Novembre



Tutti alla fine di ogni mese fanno un post dedicato ai loro monthly favourites, in cui parlano degli oggetti che più hanno amato negli ultimi trenta giorni. Io no. Sarà che, quando mi innamoro di una cosa, la amo così a lungo che, se scrivessi post del genere, diventerebbero incredibilmente noiosi e ripetitivi. Preferisco semplicemente sedermi qui davanti al mio computer e tirare le somme del mese appena trascorso. Non so quanto abbia a che fare con i viaggi di cui parlo sempre, ma forse anche trascurare lo studio per un pomeriggio e, tutta sola, scappare a visitare un mercatino di Natale nonostante manchi più di un mese e mezzo al grande giorno è un’avventura, no?

Per me novembre è stato tante cose. È stato compilare il primo piano di studi della mia vita e sentirmi davvero una piccola e inesperta matricola nel grande e spaventoso mondo dell’università. È stato andare a fare shopping da sola e spendere più di quanto potessi permettermi. È stato lottare contro i libri di economia politica e chiedermi perché non mi sono presa un anno sabbatico. È stato far impazzire il mio iPod ascoltando nient’altro che James Blunt, Passenger e Ligabue. È stato fare lunghe passeggiate in mezzo alla natura o stare rinchiusa in casa ad ascoltare la pioggia cadere. È stato passare alcuni magnifici pomeriggi con i miei migliori amici dividendo torte al cioccolato e bevendo cappuccini bollenti. 


Ma soprattutto, novembre per me è stato un libro. Sì, The Book Thief  (La Bambina Che Salvava I Libri, di Markus Zusak), la più grande avventura che io abbia vissuto negli ultimi tempi. L’ho scaricato impulsivamente sul mio Kindle (in inglese, perché a quanto pare l’ebook in italiano non esiste) e l’ho divorato. Beh, no, non proprio divorato. Spesso mi sono ritrovata a rileggere lo stesso capitolo più volte, perché avevo troppa paura di continuare. Ho passato ore a piangere sulle sue pagine e, nonostante l’abbia finito da una settimana, ancora non riesco a pensare ad altro. Ho un unico aggettivo per descriverlo: devastante. Le tragiche storie di Liesel, della sua famiglia adottiva, di Max e di Rudy mi sono entrate dentro con una forza e una potenza incontenibile e li ho amati, tutti quanti, come poche volte ho amato i personaggi di un romanzo. Il New York Times ne ha parlato come di ‘un libro che ti cambia la vita’ e credo non ci sia nulla di più vero. Grazie a Liesel, novembre è stato il mese i cui ho riscoperto l’importanza delle parole e ho trovato il coraggio di tirare fuori dal cassetto i sogni che avevo da bambina, quando, se mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo ‘la scrittrice’. Non credo che vivrò mai davvero pubblicando libri, ma dopotutto non è quello l’importante. L’essenziale è scrivere e, alla fine, se anche solamente una persona nell’intero universo sarà disposta a leggere, per me sarà abbastanza.


“I have hated the words and I have loved them, and I hope I have made them right.” 
The Book Thief, by Markus Zusak 

2 commenti:

  1. Che bel post :) il libro non lo conosco ma sembra molto interessante!

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    1. Grazie! Il libro è splendido, lo consiglierei a chiunque! :)

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