martedì 31 dicembre 2013

Flashback | il mio 2013 in un post

Il 2013 è stato per molti versi l’anno più difficile e stressante della mia vita. Per gli stessi motivi, è stato anche, probabilmente, l’anno più bello ed emozionante. Sono successe così tante cose che mi sembra doveroso, adesso, sedermi qui per qualche minuto e tirare le somme di questi ultimi 365 giorni.

Ho iniziato il 2013 a Londra, con una visita al teatro di Shakespeare, e l’ho continuato tra casa e scuola, cercando disperatamente di non impazzire prima della maturità. È stato il periodo in cui ho compiuto diciannove anni e quello in cui ho dovuto imparare a conciliare lo studio e i miei interessi personali (cosa nella quale credo di aver miseramente fallito, visto che per sei mesi non ho fatto altro che piangere disperatamente sui libri di scuola). Mi sono ostinata a voler preparare la tesina sullo sfruttamento del lavoro minorile nell’Inghilterra del 1800 e ho passato giorni a studiare testi universitari inglesi, producendo infine uno dei lavori di cui vado più fiera. È stato anche il periodo in cui ho sentito il bisogno di scappare per un weekend in Slovenia in un centro benessere, visitando posti incantevoli in cui spero di tornare molto presto, e quello in cui sono stata penosamente bocciata in un test di autodifesa, scoprendo così di essere la persona meno violenta del pianeta. 

Il 2013 è stato l’anno del “oddio, ma quando finisce questa scuola?!” e delle lacrime calde quando l’8 giugno è arrivato; l’anno del “io punto all’85, tanto di più agli esami non prendo!” e in cui poi ho preso 100. L’autostima non è mai stata il mio forte. Non dimenticherò mai le 13.06 del 6 luglio 2013, quando, mentre ero in una libreria con la mia migliore amica, mi è arrivata la notifica del voto. Troppo agitata, sono corsa fuori a guardarlo ed è stata una sorpresa così travolgente che non ho potuto far altro che scoppiare a piangere lì, in mezzo a una strada deserta. È stato quello il periodo in cui ho scoperto che, prima o poi, tutti gli sforzi vengono ripagati e anche se, sì, è solo un voto, per me è stato importante. È stato anche il periodo in cui sono finita sul giornale e, a distanza di 6 mesi, mia mamma ancora se ne vanta. È stata l’estate dei pomeriggi più belli con la mia migliore amica, dei cinema vuoti e delle colazioni che durano fino a pranzo. Per non parlare del viaggio più disastrato della mia vita! 

Sono partita per Vancouver con la mia famiglia alla fine di luglio, con un lungo programma dettagliato che avrebbe dovuto portarci fino a Yellowstone, e, una volta lì, abbiamo dovuto rinunciare e improvvisare, passando i successivi 20 giorni ad andare un po’ di qua, un po’ di là, dove ci portava il cuore. Ma è stata anche l’estate in cui ho dovuto scegliere che università frequentare e quale corso di laurea intraprendere e l’indecisione tra Scienze Politiche e Lettere mi ha tenuto in bilico fino a settembre. Alla fine la prima opzione ha vinto e, nonostante a volte senta la mancanza della letteratura, sono convinta di aver fatto la scelta giusta. Settembre è stato il mese dell’assurdo viaggio in Bosnia: un lunedì mattina mia mamma ha proposto di andare a Medjugorje e meno di ventiquattrore dopo stavamo già sfrecciando lungo le strade della Croazia. 

Dieci ore di macchina con Ligabue a tutto volume e senza ben sapere cosa avrei trovato alla fine del viaggio erano veramente quello di cui avevo bisogno in quel periodo – e la cosa bella è che, nel bene e nel male, credo davvero di aver trovato tutto. L’autunno del 2013 ha significato per me l’inizio di una nuova avventura, l’università, così spaventosa ed emozionante al tempo stesso, su cui, però, non mi sento ancora pronta a pronunciare un giudizio. Infine, quest’ultimo mese è stato forse il più bello, grazie agli amici e alla famiglia con cui ho passato alcuni meravigliosi momenti.

Insomma, il 2013 ha significato così tanto per me che non so proprio come il 2014 potrà esserne all’altezza. È stato l’anno del 100, l’anno in cui ho amato, odiato e di nuovo amato la politica, l’anno in cui ho votato per la prima volta, quello in cui ho perso otto chili, quello in cui ho trovato il coraggio di chiedere aiuto e ho provato a guardare in faccia i problemi; è stato l’anno in cui ho iniziato a scorrazzare per le strade della provincia con la vecchia Peugeot di mia mamma, l'anno in cui ho aperto questo blog e l’anno in cui ho scoperto che, dopotutto, sono proprio come tutte le altre ragazze: un rossetto, un po’ di profumo e un vestitino e sono la persona più felice del mondo! È stato l’anno in cui ho lasciato tutto e non so ancora precisamente con che cosa sono rimasta, ma forse, e spero sia vero, il meglio deve ancora venire



Colgo l'occasione per augurare a tutti voi 
un buon Capodanno e un favoloso 2014!

11 commenti:

  1. Che bel post cara, proprio un anno emozionante! Buone feste, che il 2014 sia ancora più strepitoso :)

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    1. Sì, è stato davvero un anno pazzesco sotto tutti i punti di vista! Grazie infinite, cara, buone feste! :)

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  2. Il peugeottino non è vecchio! è solo sporco, come calimero! E poi se si offende non parte più! quindi è meglio che non lo prendi in giro

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  3. Un anno intenso...Ti auguro un nuovo anno ancora più bello...

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  4. ciao hai un blog bellissimo! l'ho letto tutto d'un fiato.. ne ho appena aperto uno anch io.. quando vuoi passare sarai sempre la benvenuta!

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  5. Buon anno Alessia!
    Anche io ho aperto il mio blog nel 2013, sai?
    Un anno di svolta per entrambe!
    Buona fortuna per tutto!

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    1. Eh già, un anno importante per tutte e due! Chissà dove ci porterà il futuro :) Buon anno anche a te cara!

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  6. Che carino questo post! Hai sicuramente avuto un bell'anno.
    Con 14 giorni di ritardo ti faccio gli auguri affinché quest'anno possa essere all'altezza del precedente.

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    1. Grazie infinite cara! Buon 2014 anche a te! :)

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