giovedì 30 gennaio 2014

Death Valley National Park, California (USA)

Buona sera a tutti, miei amati lettori! Dopo ben dieci giorni è giunto il momento di aggiornare il mio amato blog, giusto perché non pensiate che l’abbia abbandonato. Come potete vedere, sono sopravvissuta al temutissimo esame di economia politica e ora sono più in forma che mai. Nel giro di un mese dovrò affrontare diritto pubblico e sociologia dei diritti umani, ma cosa volete che siano paragonati al PIL e al calcolo del moltiplicatore del reddito?


Oggi sono qui per parlarvi della Death Valley, che ho visitato nell’agosto del 2009, durante un viaggio on the road in California – che poi, detto tra noi, parlare della Valle della Morte nel bel mezzo di una sessione di esami mi sembra piuttosto azzeccato, o sbaglio? Iniziamo dicendo che, per me, visitarla è stata un’esperienza piuttosto traumatica. Il caldo era veramente atroce e quando siamo arrivati a 52°C non ho potuto far altro che chiudermi in macchina e benedire l’inventore dell’aria condizionata. Tuttavia, il paesaggio era a dir poco spettacolare e ne è valsa totalmente la pena.


Come molti di voi sapranno, la Death Valley è una depressione situata tra California e Nevada ed è famosa per essere il punto più basso del Nord America: il Badwater basin si trova infatti a 85.5 metri sotto il livello del mare. Trattandosi di una zona desertica, la temperatura media giornaliera è di oltre 40° nei mesi estivi, mentre in inverno scende attorno ai 25°.
Quesito del momento: su diversi siti internet ho letto che in estate non è possibile visitare la Death Valley durante le ore diurne, a causa delle temperature troppo elevate. Ora, la domanda è: cosa ci facevo io, lì, il 4 agosto 2009, in pieno giorno? Immagino che questo faccia di me una grande avventuriera! (Scherzo, non eravamo gli unici pazzi!)

Ad ogni modo, eccovi qui gli scatti di quest’esperienza bollente.












Ecco la prova che c'erano davvero 52°C! (125°F)

A presto!

domenica 19 gennaio 2014

Lo stress e la tranquillità (ft. Signor Gatto)

Qualche giorno fa, Signor Gatto si è arrabbiato con me perché, nei quasi 3 mesi di vita del mio blog, non ho mai caricato una sua foto, né tantomeno l’ho mai presentato come si deve al mio pubblico di lettori. Così oggi, finalmente, Signor Gatto (il cui vero nome sarebbe Billy) fa la sua apparizione su Wanderlust, reclamando a gran voce (“meow”) il fondamentale ruolo che gli appartiene. Sì, perché Signor Gatto non mi abbandona mai ed è sempre al mio fianco quando mi siedo davanti al computer per lavorare a un nuovo post e, dormendo pacifico sul mio letto, m’infonde tutta la tranquillità di cui ho bisogno per raccontare di viaggi e avventure. Quindi, ve lo presento: Signor Gatto è un bellissimo esemplare di NobilGatto (è convintissimo di avere il sangue blu e pretende di essere trattato di conseguenza) di quasi tre anni. Dorme solo su letti puliti, chiede spesso di essere imboccato (mangiare dalla ciotola non è conforme alle sue nobili origini), adora essere asciugato con il suo straccetto quando ha il pelo bagnato e il suo peggior nemico è l'aspirapolvere. 
Fun fact: per i primi 6 mesi che ha vissuto con noi eravamo convinti che fosse una femmina e credo che ancor'oggi serbi rancore. 


In questo periodo, di tranquillità me ne servirebbe proprio tanta, ma, con la sessione invernale alle porte, il relax sembra essere diventato un’utopia. Così, mentre Signor Gatto se la spassa concedendosi pisolini di mezza giornata, io piango disperata sui libri, cercando di memorizzare come si calcola il PIL, com’è possibile combattere la disoccupazione e in che modo i governi dovrebbero intervenire per favorire la crescita economica. Per non parlare della temibile elasticità della domanda, che pare non avere proprio intenzione di entrarmi in testa! (Se non si fosse capito, il mio primo esame è economia politica e non so ormai più che santi pregare affinché vada bene – l’economia non è mai stata il mio forte). Mancano 10 giorni esatti al giorno x, ma in questa tristissima domenica di pioggia non sono davvero riuscita a trovare la forza di mettermi d’impegno e aprire i libri. Ho bisogno di una pausa e scrivere qui sul blog è diventato quasi terapeutico, quindi per oggi dovrete sopportare i miei discorsi senza senso – e quelli di Signor Gatto, naturalmente.

Una cosa in particolare mi sta aiutando a tenere a bada la tensione (oltre alle dosi spropositate di magnesio che prendo ogni mattina): l’aver ripreso a fare esercizio per tenermi – rimettermi – in forma. Niente di eccezionale, ovviamente, ma ho scoperto che uscire a camminare per 45 minuti ogni mattina e sforzarmi di fare addominali, flessioni e tutto il resto mi permette di scaricare i nervi e rilassarmi un po’. Per di più, dato che sono costantemente a dieta, questo direi proprio che è il modo migliore per perdere qualche chiletto. Anche stamattina, nonostante la pioggia incessante, io e l’Intrepida Mamma siamo uscite, armate di ombrelli e buona volontà, e abbiamo camminato per oltre 5 chilometri in meno di 50 minuti. E vi dirò, nonostante ora sia stanca e mi aspettino ancora più di 100 addominali da fare, la sensazione è fantastica. Inoltre, abbiamo deciso di fissare degli obiettivi da raggiungere in questo 2014. Verso la fine di aprile abbiamo intenzione di andare in “pellegrinaggio” a Monte Berico, un santuario che dista da casa nostra circa 25 chilometri; e poi chissà, l’Intrepida Mamma pare non voglia togliersi di testa l’idea di fare il Cammino di Santiago..!

Per il momento, l’unica certezza che ho è che voglio che questa sessione d’esami finisca presto, per poter tornare a scrivere qui con regolarità (di argomenti interessanti, non come oggi, tranquilli!) e per ricominciare a viaggiare. Ho già in mente una settimana a Parigi ad aprile e sto cercando di combinare il mio tanto agognato viaggio in Alaska (e un weekend a Londra, che non fa mai male!). Quindi, cari lettori, vi lascio con qualche foto di Signor Gatto, che si merita un po’ di sana popolarità. A presto! 




sì, ogni tanto è sveglio...
Meow! 

martedì 14 gennaio 2014

Bloglovin!

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Ho finalmente registrato questo blog su Bloglovin, se vi va seguitemi anche lì!
A presto, splendori!

domenica 12 gennaio 2014

Glaciar Perito Moreno, Argentina

Buona domenica, cari lettori! Tranquilli, non sono sparita. Purtroppo i miei primissimi esami universitari si stanno avvicinando a una velocità spaventosa e lo studio non mi lascia molto tempo libero da dedicare al blog. Oggi, tuttavia, voglio parlarvi dello spettacolare ghiacciaio Perito Moreno, che ho avuto modo di visitare nell'ormai lontano dicembre 2008, durante un lungo viaggio on the road in Argentina. 


Situato nel Parco Nazionale Los Glaciares, nella provincia di Santa Cruz, è una delle principali mete turistiche del Paese. La particolarità di questo ghiacciaio è che è in movimento: ogni giorno avanza di quasi due metri e, per questa ragione, sebbene il fronte si sgretoli continuamente, è uno dei pochi ghiacciai al mondo che non si sta, per così dire, “rimpicciolendo”.  
A parte il vento gelido, che ricordo ancora fin troppo bene, ammirare questo capolavoro della natura è stata certamente un'esperienza indimenticabile. Ho passato ore a fissarne attentamente la sommità, aspettando di vedere qualche pezzo di ghiaccio staccarsi e cadere nell'acqua (e cercando di intrappolare il fatidico momento in una foto, ma in questo temo di avere miseramente fallito). E poi guardate che colori! Dev'esserci qualcosa di speciale in Argentina, che fa si che tutto sia infinitamente più luminoso e brillante. Vi lascio quindi con una carrellata di foto sul Perito Moreno e sul Lago Argentino, per colorare un po' questi nostri grigi pomeriggi di metà gennaio. 















giovedì 2 gennaio 2014

Piccolo update: cambio nome!


Buongiorno miei amati lettori!
In qualche minuto di follia ho deciso di cambiare titolo al blog, di passare, quindi, da "Be a traveller, not a tourist" a "Wanderlust". Questo perchè, da un lato, Wanderlust è molto più corto e veloce (se tralasciamo il "Diario di una diciannovenne alla conquista del mondo" che ho voluto aggiungere per rendere il tutto più personale) e, dall'altro lato, questa semplice parola è forse quella che, fra tutte, descrive meglio il mio perenne stato d'animo.
Be a traveller, not a tourist rimarrà sempre e comunque il mio motto, quello che mi accompagna sempre in ogni viaggio e a cui ogni mia avventura si ispira.

See ya! :)
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