lunedì 12 maggio 2014

Campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Auschwitz II - Birkenau

É passata una settimana dalla mia visita ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau. In questi giorni ho riflettuto più volte su quale fosse il modo più adatto di affrontare questo post. Avevo già parlato ampiamente del perché credo sia importante visitare questi luoghi nel post che avevo scritto dopo essere stata a Dachau (che potete trovare qui) e non ho quindi intenzione di ripetermi - anche perché il mio intento non è quello di esasperarvi, né tantomeno voglio che pensiate che cerchi a ogni costo di persuadervi ad andarci. Anzi, dopo aver visitato questi due campi sono ancora più convinta che ognuno debba compiere il viaggio solo quando si senta davvero pronto a essere inevitabilmente scosso e sconvolto dalla terribile realtà di quei luoghi. E fidatevi, non lo si è mai abbastanza. Voglio approfittare di questo spazio per esprimere le mie personali impressioni e per spiegare cosa è significato per me essere lì e lasciare poi che le foto parlino da sé.
Dopo aver visitato Dachau, credevo di essere pronta a tutto. Pensavo sarebbe stato uguale, che avrei provato le stesse sensazioni, ma non è stato così. Sono uscita da Dachau con la tristezza, l'incredulità, ma ho lasciato Auschwitz e Birkenau con tanta rabbia e disgusto. Mi è sembrato che qui tutto fosse amplificato, più crudo. Sarà che i due campi sono molto più grandi di Dachau; sarà che la maggior parte delle baracche e degli edifici sono ancora in piedi, tetri come un tempo... Fatto sta che è stato tutto molto più forte e intenso e ancor'oggi mi vengono i brividi. L'unica cosa a cui riuscivo a pensare, camminando per le stradine impolverate, era "perché?". Perché hanno fatto tutto questo, perché hanno costruito tutto questo solo per sterminare milioni di persone innocenti? E non voglio le solite risposte da manuale, "perché li consideravano esseri inferiori", "perché minacciavano l'economia tedesca" o quant'altro. Voglio una risposta razionale, qualcosa che abbia senso, ma temo non ci sia. 
Quello che mi ha sconvolto maggiormente è stata la ferrovia a Birkenau: lunghi binari che entrano all'interno del campo e continuano per centinaia di metri, per arrivare proprio di fronte al luogo in cui sorgevano i forni crematori. Proprio dove oggi è stato eretto un imponente monumento in memoria delle vittime, proprio lì loro scendevano dai treni per andare incontro alla morte. É un pensiero che non mi dà pace. 
Per non parlare del fatto che le camere a gas furono fatte esplodere dalle SS nel tentativo di cancellare le tracce dei crimini commessi. Era una cosa che già sapevo, ma vederne le rovine con i miei stessi occhi mi ha sconvolta a tal punto che ancora adesso non riesco a trovare le parole per descrivere il disgusto che ho provato. 
Mi è stato detto che non è rispettoso visitare luoghi in cui c'è stata così tanta sofferenza, che dovremmo lasciare che le vittime riposino in pace. Secondo me invece è necessario: per loro, perché non vengano dimenticati, perché non succeda di nuovo, perché non sia stato tutto invano; e per me stessa, perché sentivo di dover compiere questo viaggio e che fosse giusto essere lì. 

Campo di concentramento di Auschwitz









Campo di sterminio di Auschwitz II - Birkenau



















Non possiamo permettere che siano dimenticati.

4 commenti:

  1. Hai ragione... Non possiamo dimenticare :( grazie per le bellissime foto e per aver condiviso questo viaggio con noi :)

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  2. Grazie per aver condiviso il tuo viaggio, a me è capitato di visitare Mauthausen nell'alta Austria. Visitare un campo di sterminio e vedere dal vivo l'orrore di queste tragedie rende sì consapevoli, ma sono comunque esperienze molto forti che lasciano il segno. Buona serata.

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    1. Sono totalmente d'accordo. Anche Mauthausen è tra i luoghi che vorrei visitare, spero di riuscire ad andarci prima o poi! Grazie, buona serata!

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