venerdì 5 dicembre 2014

Sull'Italia e per l'Italia

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Non ho scritto molto nel corso degli ultimi mesi. Ho tuttavia avuto modo di riflettere profondamente e di stravolgere le idee che avevo riguardo agli argomenti e ai temi più disparati. Uno di questi gira intorno al rapporto che avevo e che ho con l'Italia e all'opinione che troppa gente hanno sul mio (nostro) Paese.
Non sono mai stata una persona patriottica, anzi. Per molto tempo credo di essermi perfino vergognata di essere italiana. Accettavo come vero quello che sentivo dire in giro: che qui tutto va male, che non c'è niente che funzioni, che se si vuole avere un futuro bisogna andarsene da qui. Ci credevo anche io. Avevo già tutto un programma ben definito: finire l'università, partire per il master, trovare un lavoro e non tornare più. Non sapevo neanche bene quale sarebbe stata la mia destinazione, ma ero convinta che qualsiasi Paese sarebbe stato meglio del mio.
Adesso trovo tutto questo terribilmente sbagliato. Trovo stupido il modo in cui vengono venerati come vincitori quelli che hanno trovato una via per trasferirsi all'estero, mentre chi è rimasto in Italia è da compiangere, perché senza aspettative o ambizione. Ci sono cose che ho imparato viaggiando negli ultimi 9 anni, e una di queste è che non esiste un Paese senza problemi. Ogni realtà ha i suoi pregi e i suoi difetti e se prima facevo finta di non vederli, ora li noto perfettamente. Ci sono cose che funzionano e altre no, qui come in qualsiasi altro luogo. Ed è normale. Certamente si può trovare un posto in cui la vita sia meno complicata (e poi, complicata rispetto a cosa? Un ideale? Una situazione concreta? Devo ancora capirlo), ma in nessun modo si potrà cambiare il fatto che, nonostante tutto, noi siamo italiani.
Insomma, sapete che c'è? Sono stanca di dovermi vergognare di essere italiana. Sono esausta, anche perché vedo che tutti, una volta all'estero, iniziano immancabilmente a vantare le proprie origini. "Solo in Italia si mangia bene", "L'Italia è la culla della cultura", "Nessuno potrà mai avere il gusto che hanno gli italiani". Quindi perché non possiamo semplicemente prendere atto del fatto che ci sono cose che non vanno (e magari fare qualcosa per sistemarle, ma quello è un altro discorso), ma riconoscere al contempo che esistono tante altre cose bellissime di cui abbiamo tutto il diritto di essere orgogliosi? Che abbiamo una cultura, delle tradizioni e una storia infinita da raccontare (e che forse - ma solo forse, eh - dovremmo semplicemente smettere di giudicare la grandezza di qualcosa sulla base di quanta ricchezza produce - ma anche questo è un altro discorso su cui avrei probabilmente troppo da dire)? E che magari i veri vincitori non sono quelli che se ne vanno lontano per trovare fortuna, ma coloro che riescono a farcela anche qui, nonostante i problemi e le difficoltà?
Con tutto questo non voglio dire che dobbiamo rinchiuderci in un ferreo nazionalismo e rifiutare qualsiasi contatto con l'esterno (per carità!). Sono la prima a sostenere che viaggiare e conoscere il mondo sia la cosa più bella e importante e credo che questo blog ne sia una prova perfetta. Ma adesso, finalmente, ho capito che è anche bello e altrettanto importante riconoscere di avere una casa e soprattutto imparare a esserne fieri.

10 commenti:

  1. Pienamente d'accordo con te cara!!! Anch'io prima non ero fierissima delle mie origini.. e avrei voluto andare all'estero, ma viaggiando e crescendo si cambia. La penso proprio come te!

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    1. Grazie! Mi fa piacere sapere che qualcun altro la pensi come me!

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  2. Da applauso Alessia , altro che 20 anni..
    Un post veritiero , soprattutto chi ha avuto l'opportunità di andare all'estero..
    A me è successo la stessa cosa, ma non per scelta ma proprio perchè il mio lavoro mi portava, allora più di adesso per il mondo. E quando stavo lontana dall'Italia e sentivo un accenno di maldicenza sul mio paese..ero una belva..fiera di essere italiana.
    Ne è passata di acqua ( materialmente anche troppa) e ti dirò che spesso restando in patria, una certa situazione di disagio l'avverto..ma malgrado tutto , sono italiana!
    Un bacio e un'iscrizione meritatissima.
    Spero di vederti unita al mio blog!
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

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    1. Grazie infinite, non sai quanto mi fanno piacere le tue parole!
      Proprio così, siamo fieri di essere italiani solo quando siamo lontani, ma non appena torniamo in patria ce ne dimentichiamo. Mi sembra una cosa sbagliata!
      Grazie di nuovo, passo volentieri dal tuo blog!

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    2. Alessia bella , non sai che piacere mi ha fatto la tua preziosa iscrizione in questa serata di tempesta..
      grazie infinite e un bacio super ..
      Vado a salvare il tuo blog nel roll preferiti!

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  3. Io provengo da un piccolo paesino del Veneto. Idee chiare in testa, da sempre: diploma, laurea triennale e poi via: Parigi, la Provenza, o una città italiana più grande. Di fatto, o Milano o Roma. Di fatto Roma, perchè Milano m'ha sempre messo tristezza. Ma poco prima del mio stage parigino, ultima parte del mio corso di laurea prima della tesi, la vita m'ha cambiato le carte in tavola. E da Parigi sono tornata nel mio piccolo Veneto per non mollarlo più, complice o colpevole la mia dolce metà nell'intanto incontrata.
    Nessun rimpianto ad essere rimasta, per amore questo ed altro. Però sai... fiera di essere italiana? No, ammetto, fiera di essere veneta. Che è diverso. Quello che mi rende fiera, che mi rende consapevole di chi sono e cosa sono, sono le tradizioni, i suoni ed i profumi della mia terra. E la mia terra è il veneto. Ci sono zone d'Italia così distanti e diverse, che sembra di stare in un altro Paese. Forse effettivamente si è in un altro Paese, solo che ci hanno unito sotto lo stesso Stato...

    L'angolo della casalinga, ricette veloci e facili

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  4. E' un discorso molto bello, questo che hai fatto. Anche io ci sto pensando molto in questo periodo. Vorrei sentirmi più italiana e più fiera del mio bel Paese.

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    1. Ti ho taggata nel mio ultimo post per proseguire un giochino sui viaggi :)

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  5. Applausi per te!!! Purtroppo, gli italiani sono abituati a piangersi addosso e non capiscono la bellezza - e anche le opportunità - che hanno sotto mano. Abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ce lo ricordi, il che non è esattamente edificante. Ti dirò, io ancora ne devo fare di strada prima di dirmi fiera di essere italiana. Sono figlia di una terra disgraziata e bistrattata, che avrebbe tantissimo da dare, ma che purtroppo non può dare perché impedita dall'ignoranza e dal malaffare. E questo ferisce l'orgoglio, credimi. Ferisce perché ci sono tante persone perbene che sono ostacolate in tutti i modi, anche i più impensabili, e chi vorrebbe riuscire senza per questo abbandonare la propria terra, non può farlo. Io purtroppo mi annovero tra quelli che per riuscire dovrà andare via, pur rimanendo sempre in Italia e pur non escludendo la via dell'estero. Ciò comunque non toglie che ogni volta che mi guardo intorno, vedo un sacco di bellezza e di quella bellezza sì, ne vado fiera.
    ti abbraccio

    Connie

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