giovedì 5 febbraio 2015

United States of "very italian pasta" | Mangia come Viaggi

...per la serie "loro ci provano, ma non ce la fanno". 

Avevo preannunciato nel post di fine anno che avrei iniziato a scrivere una rubrica dedicata al cibo e alla cucina, in cui parlare delle ricette tipiche di altri Paesi o, meglio ancora, di come vengono interpretati i nostri piatti tradizionali all'estero. E quale miglior modo per cominciare, se non con una buona pasta? Ecco. Mettiamo l'accento su quel buona.


Un'Alessia 17enne sconcertata da quello che si ritrova nel piatto.
"Cos'è 'sta roba? Perché c'è un fiore? Eh?"

Ma perché dovete usare degli spaghetti al pomodoro come condimento per la vostra carne?
A sinistra potete notare i piatti di deliziose lasagne su cui stavamo piangendo io e mio padre.

Sì, tranquilli, poi se scavate a fondo trovare pure gli spaghetti.

...eh? BOH.

C'è una regola generalmente condivisa che consiglia di non provare a ordinare piatti tipici del proprio Paese all'estero e di assaggiare, invece, ricette locali. Per quanto mi riguarda, concordo al 100%. Va però detto che, quando si passano due, tre, anche quattro settimane via da casa, un po' di nostalgia si fa sentire e si finisce quindi per cadere in tentazione. Si pensa, "dai, non potrà essere tanto male", si entra in un ristorante italiano, si ordina un bel piatto di pasta e... si resta inevitabilmente delusi. Questo è vero nella maggior parte dei casi, percentuale che sale al 99,8%* se il ristorante in questione si trova negli Stati Uniti. Perché sì, gli americani sono tenerini e coccolosi ed estremamente volenterosi, ma di pasta, purtroppo, non ne capiscono niente

* quello 0,2% dei casi che mi sono sentita di escludere si riferisce ai pochi veri ristoranti italiani che si trovano soprattutto nelle metropoli. Lì in teoria qualcosa di accettabile si può pure mangiare.

Nei miei otto viaggi negli Stati Uniti ho imparato cinque cose riguardo al loro modo di intendere e cucinare la pasta: 
  1. In pochi hanno capito che l'acqua in cui si cuoce la pasta va salata. Di quei pochi che l'hanno capito, pochissimi sanno anche azzeccare la dose giusta, perciò spesso si finisce col trovarsi a fare i conti con un piatto di pasta completamente insipida. 
  2. Conoscono pochi tipi di pasta e, di solito, ne storpiano adorabilmente il nome. Linguini, fettuccini, macaroni... tutta roba fantasiosa. 
  3. Provate a chiedere del formaggio. Provateci, su. Loro, tutti saltellanti e orgogliosi, vi annunceranno di avere del vero Parmesan Cheese. Non serve che vi dica che non ha niente a che fare col nostro parmigiano, vero? Ma voi lasciateglielo credere.
  4. AGLIO OVUNQUE. Fiumi di aglio ovunque. Se potessero ne infilerebbero un spicchietto pure nell'acqua. 
  5. Parliamo di sughi e condimenti. No, fermi, qui ci vuole un paragrafo a parte.
...per la serie "Vi do 10 punti per l'impegno": sughi & condimenti
Tra le tante salsine che potreste trovare a dar sapore alla vostra pasta, nessuna suona troppo italiana. Le accoppiate classiche sono macaroni 'n' cheese, spaghetti with meatballs e fettuccini Alfredo. Analizzandole, possiamo dire che:
  • Mac'n'cheese: pare una buona idea, finché non vi presentano un piatto di poveri maccheroncini intrappolati sotto una spessissima coltre di formaggio fuso, a volte pure gratinato. 
  • Spaghetti with meatballs: ovvero spaghetti al pomodoro con gigantesche polpette di carne (frequentemente piene zeppe di pepe). A me sfugge ancora il senso di voler mangiare pasta e polpette insieme, ma via, glielo concedo. 
  • Fettuccini (o linguini) Alfredo: tra tutti, il piatto che a me risulta più facilmente mangiabile (e quello su cui solitamente ripiego). Non ho mai capito in cosa consistesse questa salsa all'Alfredo, ma cercando su internet ho scoperto che è stata effettivamente creata in Italia, in un ristorante di Roma, nel lontano 1914. Nell'idea dell'inventore, Alfredo per l'appunto, era sufficiente unire burro e parmigiano e mescolarli insieme fino ad ottenere una crema semplice e deliziosa. Inutile dire che gli americani, tra cui il piatto è davvero famosissimo, l'hanno un pochino stravolta a loro piacimento, giusto? C'è però da dargli il merito di aver inventato abbinamenti pazzeschi (non saprei come altro descriverli), unendo all'Alfredo sauce a volte del pollo, altre volte dei gamberetti, altre ancora piselli e prosciutto e, insomma, chi più ne ha, più ne metta.
Esistono poi tantissimi altri condimenti, più o meno aderenti alla tradizione italiana, su cui non mi dilungherò. Solo un consiglio: non provate il pesto. Davvero. Non fatelo. Lo dico per il vostro bene.

Ci tengo però a spezzare una lancia in favore di tutti i veri, buoni ristoranti italiani, che, seppur pochi, esistono sicuramente. Ne ho in mente uno, il Mama Mia a Portland, Oregon (che pure si è perso una 'm' per strada), in cui ho mangiato una fantastica pasta all'uovo fatta in casa che aveva poco da invidiare alla nostra. E già che ci siamo spezzerei un lancia anche per tutti gli altri ristorantini di provincia, che nonostante i risultati che ottengono non siano sempre dei migliori, ci mettono tanto impegno e, a loro modo, contribuiscono a diffondere la nostra cucina oltreoceano - e, in fin dei conti, non è colpa loro se i nostri palati esperti vengono così difficilmente soddisfatti ;)
Però davvero, non provate il pesto. 

9 commenti:

  1. Nessun commento sulla musica che si ascolta in questi "tipici" ristoranti italiani?

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    1. Quella richiederebbe un capitolo a parte!

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  2. Questo post è GENIALE! Hai avuto un'idea meravigliosa, davvero *____*

    Mi sto sforzando di ricordare le pessime riproduzioni di piatti italiani che ho provato io, visto che inizialmente viaggiavo coi miei e loro non volevano saperne di mangiare piatti tipici, ma non mi vengono proprio in mente, è passato troppo tempo. Mi ricordo solo di una pizza margherita mangiata a Helsinki, era buonissima ma il proprietario era fiorentino e quindi diciamo che non vale XD Comunque non essendo mai stata in America non avevo idea di come cucinassero la pasta italiana, sarei curiosa di sapere come fanno la pizza a questo punto. Un mio amico è stato in una pizzeria in Australia, la moglie ha chiesto una margherita e quelli l'hanno guardata come fosse scema. Mi ha detto che sopra ci mettono DI TUTTO, quindi la margherita non sanno proprio cosa sia.

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    1. Ahah grazie!
      Il post sulla pizza è già in fase di elaborazione, ci sono un'infinità di cose da dire anche su quello ;)

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  3. Noi abbiamo dovuto mangiare italiano in Etiopia per vari problemini di salute che abbiamo avuto...orribile!!! Anche se la pizza , in alcuni posti, non era malvagia! Con le carote CRUDE e l'insalata ma buona :-D ! Ciao!!

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    1. L'insalata sulla pizza?? Ahaha è sempre interessante vedere come interpretano la pizza all'estero :D

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  4. Io pensa che in america a Houston ho mangiato il risotto migliore della mai vita e considerando che sono veronese è un gran dire ...ho voluto fare i miei complimenti al cuoco ed ho scoperto che infatti aveva studiato/lavorato 5 anni in italia..che poi il ristorante non era un ristorante di cucina italiana in effetti..poi devo dire la verità io vado matta per i cheese maccheroni ....

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    1. Io ho trovato spesso che nemmeno i cuochi che hanno effettivamente studiato in Italia riescano a riprodurre al meglio i nostri piatti, perché gli ingredienti che hanno a disposizione lì sono, per così dire, diversi dai nostri. Però se ne hai trovato uno davvero bravo sei stata fortunata!

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    2. beh non è fortuna credo dipenda anche dal tipo di ristorante che scegli..ci sono cuochi preparatissimi in america e davvero molto bravi il probema è che non li trovi in tutti i ristoranti..Il Texas è un paese ricco e per questo i buoi ristoranti sono tanti e offrono un ottima cucina bisogna però cercare di uscire dai classici ristoranti ..probabilmente la mia fortuna è che ho un ragazzo che ama la buona cucina, che ha sttudiato e lavorato in america e quindi sa quali sono i posti dove andare..però io tovoo che sia davvero un peccato questa idea della cucina italomaericana..Io ho davvero mangiato tante volte meglio in america che in italia

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