lunedì 9 marzo 2015

Il momento migliore del viaggio

Oggi voglio farvi una domanda: qual è, per voi, la parte migliore di un viaggio?

Me lo chiedo spesso e non riesco mai a darmi una risposta. E non perché credo che sia tutto bello, anzi: ci sono cose che proprio non sopporto. Odio gli aerei e gli aeroporti e ho bisogno di tutta la mia forza di volontà per non uscire di testa ogni volta che devo passarvi ore e ore chiusa dentro. Detesto le docce degli hotel (voi riderete, ma è assolutamente vero) e i bagni pubblici. Spesso e volentieri mi faccio stressare tantissimo dalla ricerca del ristorante in cui pranzare (ho già parlato della mia strana routine alimentare nel post #guardacomeviaggio). Non sopporto nemmeno l'ansia perenne di dimenticare o perdere qualcosa in un posto in cui forse non tornerò mai più, come quella volta che ho lasciato la mia copia di Oliver Twist nella tasca del sedile sul mio volo per New York e per giorni ho implorato Charles Dickens di perdonarmi per l'eresia commessa.

Tuttavia, se so dire con esattezza tutto quello che non mi piace dell'essere in viaggio, sono proprio incapace di scegliere quali sono gli aspetti che invece amo. Mi dico: "Adoro l'attimo in cui esco di casa con la mia vecchia valigia scolorita, mi chiudo alle spalle la porta e capisco che è finalmente ora di andare." Sì, è una sensazione bellissima, ma poi penso "No, la parte migliore è quando mi rendo conto di essere davvero, che so, a Parigi ai piedi della Tour Eiffel, o a Buenos Aires a passeggiare nella Plaza de Mayo, o a Los Angeles a cercare con lo sguardo la scritta Hollywood sulle colline." Vedere coi miei occhi le grandi attrazioni che ho sempre visto in foto. Sentirmi parte del mondo, insomma. Altre volte, ancora, credo che non ci sia nulla di più bello del momento in cui torno a casa, ritrovo il mio gatto e posso infine sedermi in silenzio per un po', a contemplare l'avventura appena vissuta e con la consapevolezza di avere tante nuove storie da raccontare. Sì, anche questo è magnifico.

Pensandoci bene, però, credo che, se rispondessi così alla mia domanda, ometterei dettagli essenziali, finendo per affermare erroneamente che ogni viaggio è uguale all'altro e suscita le stesse, identiche emozioni. Sappiamo tutti che questo non è affatto vero. Ci sono sensazioni, pensieri, riflessioni che solo certi viaggi possono provocare e ricordi che, per quanto sembrino insignificanti agli occhi altrui, assumono grande significato per noi che li abbiamo vissuti.

Così, mi dico che il mio momento preferito del viaggio nel Canada Occidentale è stato leggere un libro stropicciato sull'ultimo traghetto per Victoria, alle 11 di sera, mentre fuori tutto taceva e i passeggeri, ormai stanchi, aspettavano impazienti di arrivare in porto. Mentre se ripenso ai miei tre giorni in Bosnia, a Medjugorje, la prima cosa che vedo è la collina del Krizevac al tramonto, mentre poco distante da me si stava eseguendo un esorcismo e io, per la prima volta, ho intuito che esistesse davvero qualcosa di più grande di noi, o più forte, o che semplicemente non vediamo. Per non parlare del viaggio in Florida quando avevo 13 anni, di cui ricordo perfettamente solo gli hot dog mangiati alla Nasa, che mi parevano squisiti, e Miami deserta la mattina del 26 dicembre, quando un mio compagno di classe mi ha scritto dall'Italia dicendomi di accendere la tv sul 6 perché stavano dando High School Musical - e io ho potuto vantarmi di essere al caldo dall'altra parte del mondo. Così come ricordo Cracovia per il succo d'ananas bevuto in un angolo tranquillo della piazza Rynek Glowny la sera prima di partire e le Bahamas per le spiaggette a forma di mezzaluna scovate nel bel mezzo dell'oceano durante una passeggiata, di cui non ho nemmeno più fotografie. Momenti irrilevanti, forse, ma che per me sono ormai molto più importanti di qualsiasi altro souvenir o memoria.

Ma adesso voglio sentire la vostra: qual è la vostra parte preferita del viaggio? Sapreste dare una risposta sicura e inequivocabile o, come me, iniziereste a raccontare di piccole avventure accadute qua e là, emozionandovi per le cose più semplici e banali e sospirando divertiti agli sguardi perplessi di chi non era presente e, ahimé, semplicemente non può capire?

6 commenti:

  1. Io dico sempre che adoro la sensazione che provo la sera prima di partire: la valigia pronta vicino all'ingresso, la casa in ordine e intoccabile, la voglia di andre a dormire solo perchè al risveglio ci sarà un aereo o qualche altro mezzo di trasporto pronto a portarmi in qualche bel posto... Questa è la parte del viaggio che preferisco...poi da ogni luogo mi porterò sempre un ricordo nel cuore, però questo è un altro discorso... Buona giornata ;)
    -nati-

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    1. Sai che io invece la sera prima di partire provo solo una grandissima ansia? Ahaha

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  2. Sicuramente la partenza e prepartenza e l'arrivo nel posto, la prima impressione!

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    1. Come ho scritto prima, io il pre-partenza non riesco proprio a godermelo e provo solo un'ansia infinita! haha mentre l'arrivo sul posto è sicuramente un momento bellissimo, si inizia ad assaporare davvero l'idea di essere in viaggio :)

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  3. Discorso mooolto ampio e interessante.

    Cosa non mi piace del viaggio? Il momento della partenza lo odio, inteso come chiudo la porta e vado verso l'aeroporto o la stazione, perchè ho sempre la sensazione di aver dimenticato qualcosa di importantissimo e mi viene l'ansia che quasi mi sento male. Odio quando devo passare il varco di sicurezza degli aeroporti, mi tolgo sempre tutti i metalli prima di arrivare alla fila e quando passo sotto il varco c'è sempre qualcosa che suona, allora devo tornare indietro e dimostrare che non sono una terrorista con la gente che mi guarda male. Odio i viaggi brevi perchè torno sempre a casa pensando di aver speso tanto e visto poco, ma sono praticamente gli unici che riesco a concedermi.

    Le cose che mi piacciono sempre e comunque, in ogni viaggio, sono tre: il decollo (mi piace la sensazione che ti dà l'aereo che accelera e poi decolla, mi piace il rumore dei motori e notare le differenze con altri aerei con cui ho volato, adoro quell'attesa prima di staccarsi da terra), il momento in cui arrivo nella mia stanza in albergo (mi piace la sensazione di aver trovato la mia "casa temporanea" e il primo punto di riferimento in quel posto, mi tranquillizza) e il momento in cui assaggio qualcosa di veramente strano, tipico del luogo, specialmente se si tratta di ingredienti che a me normalmente non piacciono o non ho mai provato. Una vera e propria sfida. Ah, anche a me piace vedere dal vivo le attrazioni famose, rendermi conto delle dimensioni vere e di cosa trasmettono a chi le guarda.

    Tuttavia i momenti che ho amato di più dei viaggi sono, come hai detto tu, piccoli momenti che ho vissuto da sola nella mia testa, se si può dire così. Mi viene in mente l'impatto con Helsinki, appena uscita dall'aeroporto. Era l'una di notte, il cielo era chiaro e io sentivo odore di mare. Ma il mare stava a 40km e ancora non me lo spiego. O il momento in cui, passeggiando sulla penisola di Katajanokka, ho guardato il mare e ho pensato che mi sarebbe piaciuto abitare proprio in quel punto della città.

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