martedì 19 maggio 2015

I laghi della Slovenia: Bled & Bohinj


Non si può pensare di passare qualche giorno in Slovenia senza visitare i suoi meravigliosi laghi, giusto? Ebbene, se la prima volta me li ero lasciati sfuggire, posso finalmente dire di aver rimediato a questa mia grave mancanza. 

La mattina del nostro secondo giorno a Lubiana, dopo aver fatto la mia solita figura di m... con il portiere dell'hotel (com'era il proverbio? Una figuraccia al giorno toglie il medico di torno? Mmh forse no, altrimenti dovrei avere una salute di ferro, ormai) ed aver appurato che il termometro segnava già una cinquantina di gradi all'ombra, abbiamo deciso di avventurarci fuori città. Bled dista appena 45 minuti dal centro di Lubiana e la strada, immersa nel verde delle colline slovene, è già di per sé uno spettacolo che vale la pena di essere visto. 

Le mie impressioni sul lago di Bled sono state... contrastanti. Ammetto che avevo aspettative altissime ed ero elettrizzata all'idea di vedere finalmente dal vivo un luogo che per così tanto tempo avevo sgolosato in foto. Per buona parte, sono rimasta soddisfatta. Il lago è splendido e l'isola, con la sua chiesetta solitaria, è davvero bella quasi come me l'ero immaginata. Però... c'è un però: ho trovato tutto troppo turistico. Troppi hotel lungo la riva, troppi ristoranti, perfino un casinò. Mi sono detta, è ovvio che sia così, è una delle principali attrazioni della Slovenia, la gente viene da tutto il mondo per vedere questo lago, è naturale! Vero, ma questa consapevolezza non ha comunque impedito che rimanessi un pochino delusa. Ciononostante, è stato comunque bellissimo. Ho passeggiato a lungo sui sentieri che costeggiano la riva e, mentre aspettavo che i miei genitori venissero a recuperarmi, ho anche fatto amicizia con un tizio coreano. 

Vorrei poter fare a meno di riportare la nostra conversazione, ma è stata l'highlight della giornata e, insomma, sono esperienze edificanti. È successo che me ne stavo seduta tranquilla su una panchina, intenta ad ammirare il paesaggio, quando mi accorgo di questo tizio che, dopo aver fotografato tutti gli anatroccoli che passavano di lì, si avvicina a me e mi chiede se può sedersi. In realtà, ad essere precisi, ha esordito con "We have the same phone!" e l'unica cosa a cui riuscivo a pensare io era "Cacchio, hai modi originali di attaccare bottone tu, eh?". Tuttavia, dato che l'avevo preso per giapponese, ero già pronta a bombardarlo di domande del tipo "Do you know Yuzuru Hanyu?! Mao Asada?! Daisuke Takahashi?! Satoko Miyahara?! YUZURU HANYU?!", partendo dal presupposto che, se non avesse saputo chi sono, non avremmo mai potuto essere amici. Tanti saluti e arrivederci. La conversazione, invece, è andata così:
"So where are you from?" 
"Italy"
"I'm from South Korea! Do you know it?" 
"Yes! Yuna Kim!" (Lo ammetto, io identifico i vari Paesi con i pattinatori che li rappresentano, non giudicatemi) 
Mi guarda come stranito, poi inizia a farmi vedere le foto che ha fatto poco prima. Vi dirò, erano davvero, davvero, davvero belle. 
"So are you a student?" 
"Yes, I'm a university student" 
Mi dice qualcosa che non capisco che ha a che fare col numero 27 (BOH) e poco dopo arrivano due suoi amici. Intuisco che gli sta spiegando che sono una studentessa universitaria italiana e, indovinate? Tutti e tre mi chiedono se possiamo farci le selfie. Insomma, doveva succedere anche a me prima o poi che dei simpatici asiatici mi chiedessero di fare le selfie. Alla fine arriva il loro pullman, salutano e se ne vanno, lasciandomi lì a meditare su quanto siano tenerelli gli asiatici (pur non conoscendo Yuna Kim - ahi ahi ahi).
   








A pranzo ci siamo rintanati in un ristorante con vista sul lago, dove ho riso per l'italiano creativo che avevano usato nel menù (gnocchio, costelleta...), e mi sono fiondata su una valdostana, che in Slovenia chiamano qualcosa come "cotoletta di Lubiana". Buona.
L'idea originaria era di visitare il castello di Bled nel pomeriggio, ma, dopo aver notato la gru molto scenografica che vi campeggiava sopra, abbiamo scelto di tralasciare. Ci siamo invece ritrovati a percorrere i 30 km di stradine provinciali che attraversano una distesa infinita di piccole fattorie e che portano al lago di Bohinj. Ne avevo letto brevemente su una guida, che consigliava entusiasticamente di avventurarsi fin lì, ma non conoscevo il posto e non sapevo bene cosa vi avrei trovato. Ebbene, colleghi, per fortuna esistono le guide! Me ne sono innamorata perdutamente e sì, con mia grande sorpresa, credo proprio che mi sia piaciuto molto più di Bled! Si vede con chiarezza che è meno famoso e che i turisti vi arrivano meno frequentemente, vi sono solo un piccolo hotel e un paio di bar che, quel giorno, erano pure deserti. Per il resto, si è immersi nella natura più incontaminata e lo spettacolo è incredibile. Niente asiatici simpatici, però :( ahah. 
Purtroppo la chiesetta era chiusa, così siamo rimasti seduti lì vicino per un po', bevendo il solito succo d'ananas che per me è ormai diventato sinonimo di 'vacanza', e alla fine ci siamo rimessi in marcia verso Lubiana. Tralascio per il vostro bene di raccontare anche la sosta alla Lidl (o quello che era) e vi do appuntamento al prossimo post, che sarà ovviamente dedicato alle 36 ore scarse che ho passato a Vienna
A presto, ciurma! 







mercoledì 13 maggio 2015

Vi racconto Lubiana


Buongiorno ciurma!
Come alcuni di voi già sapranno, la settimana scorsa ho avuto modo di passare due giorni nella splendida Lubiana e oggi sono finalmente pronta per raccontarvi la mia esperienza. Partiamo subito dicendo che, pur essendo la capitale della Slovenia, ha molto più l'aria di una cittadina di provincia, circondata dal verde e immersa nella tranquillità della valle del fiume Ljubljanica. Inutile sottolineare che la calma che si respira in ogni suo angolo mi ha subito conquistata (altro che il caos che ho trovato a Vienna pochi giorni dopo!).

Siamo arrivati in città nel pomeriggio di lunedì. Alloggiavamo nel meraviglioso Grand Hotel Union, considerato il miglior albergo di Lubiana. Da parte mia, non posso che confermarlo. Sì, lo so che è l'unico in cui sono stata, ma è davvero qualcosa di incredibile: camere immense, personale estremamente cordiale e disponibile, una colazione (inclusa nel prezzo) così grande che, per una come me, che mangia pochissimo di mattina, pareva perfino sprecata. Per non parlare della posizione, letteralmente a due passi dal centro storico e dal Tromostovje (il Triplo Ponte)! Il paradiso, dico davvero. Dopo esserci riposati trentacinque secondi contati, siamo usciti a fare due passi e a procurarci qualcosa per cena. Sul Vodnik Tromostovje abbiamo trovato un allegro vecchietto che suonava quelli che immagino fossero strumenti tipici sloveni, indossando delle improbabili scarpe con la punta all'insù. Esiste forse un benvenuto migliore di questo? Si è meritato la mia monetina. Salutato il nonnino, abbiamo gironzolato per le strade della città, esplorando i dintorni del lungofiume. Tuttavia, essendo Lubiana una città veramente piccola e compatta, abbiamo badato bene di non spingerci troppo in là, così da tenerci il meglio per il giorno successivo. Alla fine, ci siamo fermati in un minuscolo supermercato, in cui per ben 6€ abbiamo comprato di tutto e di più e siamo tornati in hotel a cenare. Forse farei meglio a non menzionare il fatto che ho trascorso la serata guardando un servizio sul cadavere imbalsamento di un certo monaco buddhista alla tv giapponese. Però ve lo dico lo stesso, sapete, per dovere di cronaca. 

La mattina seguente siamo usciti di buon'ora (no, scherzo, erano le 10) e siamo entrati nella Chiesa dei Francescani. Dato che avevano da poco iniziato a dir messa ed essendo io, per qualche motivo, stranamente affascinata dall'idea di ascoltare una messa in una lingua di cui non capisco più di tre parole (kava, palacinka e meso, ossia caffè, crepe e carne, roba di cui non credo un parroco predichi frequentemente), abbiamo finito per accomodarci all'ultima panca e passare lì, al fresco, una buona mezzora. Il tizio vicino a cui mi sono seduta mi ha guardata in cagnesco per aver involontariamente fatto scricchiolare troppo il poggiapiedi, ma allo "scambiatevi un segno di pace" mi ha stretto la mano, quindi presumo che tra di noi le cose si siano risolte. Ad ogni modo, la chiesa è stupenda, nonostante la stessero in parte ristrutturando. Una volta usciti, abbiamo attraversato il Triplo Ponte e ci siamo diretti verso la Cattedrale di San Nicola, fermandoci a prendere i souvenir di routine alle bancarelle che costeggiavano il fiume. La Cattedrale, pur risultando all'esterno un po' sacrificata, quasi schiacciata tra gli altri edifici, all'interno è un vero spettacolo, con un organo (lo potete vedere qua a fianco) così bello che farebbe venir voglia di imparare a suonare qualcosa giusto per potervisi avvicinare. Sul retro della chiesa, si trova il mercato e, poco più in là, il famoso Ponte dei Draghi, simbolo di Lubiana. Giunti sull'altra sponda del fiume, abbiamo riso alle varie insegne dei bar ("Come in and meet your next ex-wife" e il classico "I distrust camels and anyone who can go a week without a drink") e, essendo ormai mezzogiorno, ci siamo rifugiati in un ristorantino a divorare, affamati, delle ottime wiener schnitzel con contorno di ludrissime patate al forno.

Nel pomeriggio, nonostante fosse uscito un sole che spaccava le pietre e la temperatura si fosse alzata fino al punto di ebollizione, siamo andati alla ricerca della Biblioteca Nazionale, che conta oltre un milione di titoli, scoprendo, una volta sul posto, che non si poteva visitare. Mannaggia a voi. Da lì, ci siamo persi nella zona occidentale della città, arrivando fino alle porte del Parco Tivoli, e inciampando, lungo la strada, nell'università e nel Parlamento sloveno (da cui ho visto uscire un giovincello che doveva per forza essere il Matteo Renzi locale. Per forza, lo giuro.) Siamo anche entrati in un negozio (più che altro per sfuggire al caldo atroce) che mi ha fatto venire la depressione perché tutte le cose che mi piacevano partivano dalla taglia M. Io questo razzismo verso noi povere taglia S non lo capisco. Non è colpa mia se sono piccina :( 

Infine, esausti, siamo tornati in hotel, a preparare la visita al lago di Bled del giorno dopo e a trarre le conclusioni su questa splendida Lubiana. La sua atmosfera tranquilla ma, al contempo, carica di storia mi ha ricordato in qualche modo Cracovia, che ad oggi rimane la mia città europea preferita. Come scrissi di ritorno dalla Polonia, anche in questo caso mi sento di confermare che Lubiana "è stata un'incredibile scoperta". 


Chiesa dei Francescani








Un saluto alla tizia che pare essersi messa in posa per la foto.







Cattedrale di San Nicola



Mercato

Ponte dei Draghi




domenica 3 maggio 2015

Una passeggiata tra Bonassola e Levanto


Buongiorno ciurma!
Prima di partire per il prossimo viaggetto tra Austria e Slovenia, volevo essere sicura di pubblicare le diecimila foto che ho scattato in Liguria. Il problema principale è che oggi sono così via con la testa che probabilmente questo post non avrà alcun senso - ma, dato che mi è stato detto "Io adoro i tuoi scleri" (è un complimento, vero? Ahah), ho deciso di correre il rischio e mettermi a scrivere lo stesso. Portate pazienza. 

Nonostante il resort in cui ho alloggiato si trovasse in una posizione eccellente per visitare l'intero Parco nazionale delle Cinque Terre, non avevo voglia di muovermi più di tanto, avendo a disposizione un solo giorno. Appena sono arrivata a La Francesca e ho visto lo splendido mare di cui si poteva godere spostandosi a piedi, ho deciso che avrei visitato la zona circostante semplicemente camminando. 

...Beh, ci ho provato almeno. Qui inizia la parte in cui avete il permesso di ridere di me. 
Dal resort si accede alla passeggiata che, attraverso le vecchie gallerie della ferrovia, oggi chiuse al traffico, porta fino a Levanto. Per raggiungerla, però, una volta varcati i limiti dell'hotel, bisogna attraversare un piccolo boschetto incolto e io ero incredibilmente elettrizzata all'idea (il sole mi stava dando alla testa, probabilmente). Mi sentivo una piccola esploratrice della natura, come il bimbo cicciottello di Up. Insomma, mi mancava solo la divisa da scout, ma l'isteria ce l'avevo al punto giusto! Finché, mentre procedevo a passo spedito tra gli arbusti, non ho sentito qualcosa muoversi e strisciare veloce a pochi centimetri da me. Indovinato? Sì? Era un serpente. Verde. E lungo. E spaventosissimo. E, come ho alzato gli occhi, ne ho visto un altro su una roccia, un paio di metri più in là. Vi lascio immaginare l'urlo di terrore che ho cacciato. Voglio dire, so bene che probabilmente non erano così terrificanti come mi sono sembrati in quel momento, ma erano comunque serpenti vivi! E mi sgusciavano tra i piedi! Il mio più grande incubo. 

Ahah ma quanto sfigata sono? Insomma, nonostante mancassero poche centinaia di metri alla fine del boschetto, non ho avuto proprio il coraggio di continuare e sono corsa indietro a gambe levate. Così, alla fine, ho preso la macchina e mi sono persa lungo le stradine tortuose della Liguria, finché non ho trovato la via per Levanto. Qui, ho navigato la cittadina in lungo e in largo, pranzato con un abbondante piatto di trofie al pesto (necessarie), speso 14€ in focacce e farinata (ancora più necessarie), trovato una casa sul mare e programmato il mio futuro trasferimento proprio lì e... ah, ho anche aiutato una signora a mandare una selfie alla figlia tramite WhatsApp. Che bello essere giovani e tecnologici, eh? :D 
Nel pomeriggio, prima di tornare al resort a godermi i miei chili di focacce sul terrazzino dell'appartamento, ho fatto un giretto veloce a Bonassola, tra le sue piazzette nascoste e colorate. Essendo un mercoledì di fine aprile c'era davvero pochissima gente in giro e tutto era così tranquillo che sarei rimasta volentieri lì per sempre (anche perché l'aria del mare mi ha fatto venire un abbiocco stratosferico e non avrei avuto alcuna difficoltà ad addormentarmi sul tavolino del bar prima ancora di finire il mio esotico succo d'ananas.) 

Bene ciurma, ora vi lascio con le foto di questi meravigliosi paesini e vado a preparare la prossima valigia. Buona settimana e statemi bene! ;)







Levanto












Casa mia. Vorrei invitarvi, ma temo non ci sia abbastanza spazio. Scusate.




Bonassola






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